Le Mele nella Bergamasca (Póm o Pomèla)

 

Affresco in piazza Martiri della libertà a Cerete Basso. Sullo sfondo un boschetto di mele

Forse pochi sanno che la mela era, sin dai tempi antichi, una delle produzioni di eccellenza della provincia. Già nel 1899 la Camera di Commercio di Bergamo  riportava che Vall’Alta di Albino  produceva 1000 quintali di mele e proprio le mele di Albino vennero inserite nella Guida Gastronomica Italiana del Touring Club del 1931.

Le varietà più famose ed apprezzate erano le Pomèle rosse (profumate, facili da coltivare e di lunga conservazione) i póm paradìs, póm Rosnét e póm de la féra.  Nel 1572 nel “Le Vinti giornate dell’agricoltura et de’ piaceri della villa” di Agostino Gallo vengono citate le varietà di póm Paradìs e póm ruggine.

Una volta la produzione di mele si traduceva in svariate preparazioni come le mele cotte (piturelì), le mele poppine (varietà ormai scomparsa nella zona) in conserva e il liquore all’anice ( prodotto con il fermentato distillato di mele e aromatizzato con anice stellato) la cui ricetta è: 1 kg di anice ogni 30-40 litri di distillato e dolcificato con sciroppo di acqua e zucchero 1 a 10.

Sebbene il recupero di tali varietà non sia facile, molte sono le persone che si stanno adoperando per la riscoperta e la salvaguardia di parte della nostra storia. Molte delle mele abbandonate hanno un grande interesse commerciale, trattandosi di varietà rustiche, saporite o di buona conservabilità. Le altre, che per sfortuna loro, non sono altrettanto “commerciabili” andrebbero non solo salvaguardate in virtù semplicemente della loro patria natia, ma perché la mela si presta a trasformazioni (sidro, distillati e conserve) che sono altresì commerciabili.

Prossimamente faremo delle schede di tutte le varietà locali e dove potete trovarle, per aiutare a diffondere questa c(o)ltura ormai abbandonata.

Si ringraziano per l’aiuto e il matreriale fornito:

Luciano Chenet dell’azienda Le Driadi – Palazzago

Il frutteto didattico di Colzate

Associazione Frutticoltori Agricoltori Valle Brembana